martedì 26 gennaio 2010

Avatar, un film mi(s)tico

Il film di James Cameron mi è piaciuto, non tanto per il taglio della storia che segue fedelmente le leggi narrative di ogni fiaba, ma per i concetti espressi e le considerazioni che mi ha ispirato, e che cercherò di sintetizzare in alcuni punti.

Madre Natura, l'Ascolto e la Vista

Dio si nomina, ma attraverso la Natura. La Natura è visibile, tangibile, ascolta e comunica ma ha le proprie leggi e la propria etica. Questo concetto (meno trascendente di un Dio assoluto) coinvolge il pubblico credente, ma neanche spaventa il pubblico ateo.. ed è quindi una grande trovata comunicativa, un canale aperto per far giungere comunque il messaggio senza suscitare contrapposizione.
Il saluto dei Navi, "io ti vedo", è bellissimo. Ti ricorda che devi sottolineare a te stesso che, se non ci sei in quello che fai, non vedi l'altro... e tantomento te stesso.
L'Ascolto ti cambia, puoi essere Marine dentro, avere riempito la tua vita di servizio ed onore, ma anche di violenza e arroganza, se però ascolterai verrai condotto ad un luogo di silenzio dove può avvenire la comprensione del tuo rapporto con il resto del mondo. E questa esperienza ti cambierà per sempre.

Il corpo come Veicolo
L'Avatar è un corpo, ed un corpo che ha dei sensi particolari ed è integrato con un ambiente particolare (Pandora in questo caso). Il "link" durante il sonno ricorda che il corpo non è la mente, ma un veicolo per "esperire", per sondare il mondo circostante. Concetto interessante e molto buddhista, dove di corpi (e veicoli) non ce n'è solo uno (quello di ciccia) ma vari altri.

La tecnologia senz'anima
Gli esoscheletri dei Marine fanno molto Alien, e molto Warhammer 40K. E' un design già conosciuto, inquietante, rozzamente industriale e terrestre. Eppure il concetto è parallelo all'Avatar, il Marine entra dentro uno di essi e può fare altre cose, ha più potere.
Ma (e quì viene il ma), questa visione della tecnologia non aiuta il Marine a risvegliare la sua consapevolezza e sensibilità. Al contrario, la tecnologia improntata sul potenziare il corpo fisico e basta (senza aggiungere nulla ai sensi), porta l'essere umano alla follia omicida, alla voglia di predominare.
Avete presente quanto è più facile insultare il prossimo quando si è alla guida di un'auto, rispetto che quando si cavalca una bicicletta o si è semplicemente pedoni? Chissà perchè... questa sindrome da esoscheletro.
Messaggio interessante: la tecnologia che potenzia e basta ti porta alla follia.

Misticismo
Ci sono tanti dettagli del film che potrebbero sembrare trovate "originali" e fantascientifiche, ma che personalmente ho ricollegato ad alcune tradizioni della nostra storia di uomini terrestri.
Per esempio, il collegamento tra le trecce dei Navi e gli animali e piante è molto poetico e rafforza il messaggio del Tutto è Uno.  Ma è anche così simile ad alcune tradizioni mistiche, che considerano i capelli la sede dello spirito (motivo per cui Gesù aveva i capelli lunghi per esempio).
O i balli a terra, abbracciati, i movimenti ondulatori che ricordano il documentario Baraka o gli Dhikr dei Sufi, dove l'obiettivo di un'intera comunità è il raggiungimento dell'estasi per un solo individuo.

Mi ero segnato tanti altri punto ma termino.
Gran bel film, grazie ad un mega-lavoro sul contesto e la cultura, un po' come il Cirque du Soleil.
Fai un respiro profondo, e ascolta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bellissima delucidazione!
Ora lo andrò a vedere con una qualità di attenzione differente: grazie a te.

Ciao Stefano