sabato 10 aprile 2010

Aforismi Primaverili

"Ben Comune, Pieno Gaudio."

"La Guerra non vince Mai,
 La Resa vince raramente,
 La Mediazione vince Sempre."

martedì 23 febbraio 2010

Da grande voglio fare il Minatore

Quale bambino si esprimerebbe in questo modo alla fatidica domanda "cosa vuoi fare da grande?".
Non lo so, ma io ora (che in teoria grande già sono) ho capito che voglio fare il Minatore.
Ma il minatore di cosa, e dove?

La riflessione nasce da una serie di osservazioni che faccio su me stesso ed il mio lavoro da qualche tempo.
La dinamica è questa: ho un'idea, e la perseguo, fino a che non arriva la persona X che mi sollecita in un'altra direzione (ovvero, mi chiede altro).
A questo punto se posso svicolo per perseguire la mia idea, ma a volte non è possibile e devo per forza sottostare alla richiesta. Peste e corna, qualcosa dentro si ribella e spesso il lavoro si fa.. ma che maledizioni...
La persona X ottenuto ciò che vuole, oppure no, passa ad altro e tanti saluti... io mi riprendo dal contrattempo e torno a fare ciò che volevo. L'intera esperienza è vissuta da me più o meno come qualcuno che ti ha pestato un callo, hai sentito male, ma è passata e ora c'è altro da fare.

Seconda situazione, in apparenza simile alla prima, arriva la persona Y che mi distoglie nuovamente chiedendomi altro. Santi Numi, ancora! ..e non ci si può sottrarre, anche perchè Y è abbastanza seducente..
Mi ribello dopo poco, mi confronto e scontro con la persona Y, la quale però mi rassicura.. e nel frattempo mi chiede anche qualcos'altro, ed io alla fine mi trovo a fare entrambe le cose, e non è quello che volevo fare, e mi sto allontanando dal mio obiettivo e che perdita di tempo blah blah blah (flusso di coscienza).
Passato tutto questo guardo ciò che ho fatto e... magia.. mi piace, sono soddisfatto!
Una strana sennsazione di benessere mi pervade, la mente ripercorre ancora tutte le varie "versioni" dei pensieri e mi trovo ancora d'accordo col mio precedente filo logico ma.. il risultato, è più interessante di quello che volevo fare io inizialmente. Anzi, torno sul mio iniziale lavoro con più idee, più sprint..
La persona Y passa e non dice niente, ma si capisce che sapeva ciò che voleva e che faceva.

E ora vi chiederete, tutto questo cosa centra col titolo? Chi è questo Minatore?
Ebbene, la persona Y è un esempio di Minatore e la sua miniera in questo caso sono io.
Il Minatore sceglie il luogo, lo sonda, trova un filone di materiale, estrae ciò che serve ed è anche rispettoso nei confronti della risorsa stessa, la lascia arricchita. Ciò che era potenziale diviene applicato, e tutti sappiamo che se invece di montagne parliamo di esseri umani, il fattore tempo è fondamentale.
Non ce ne facciamo nulla delle potenzialità irrealizzate.

Prendendo l'esempio mi rendo conto che voglio essere Minatore di me stesso: evadere il filo logico fatto di pensieri tutti giusti, ma chissà se veri, di convinzioni e di stratificazioni. Per poi raggiungere un risultato diverso e sorprendente, ovvero che sorprende me stesso, e che sia carburante per azioni future.
Questo processo può avvenire, e l'ho sperimentato, ma non è nè semplice nè scontato.. e soprattutto bisogna ricordarsi di non essere così unitari come sembra, ma almeno due parti distinte: la Miniera, ed il Minatore.

Quindi mamma, papà, zio, e nonni vari. Io da grande voglio fare il Minatore!
Abbastanza Ermetico?

martedì 26 gennaio 2010

Avatar, un film mi(s)tico

Il film di James Cameron mi è piaciuto, non tanto per il taglio della storia che segue fedelmente le leggi narrative di ogni fiaba, ma per i concetti espressi e le considerazioni che mi ha ispirato, e che cercherò di sintetizzare in alcuni punti.

Madre Natura, l'Ascolto e la Vista

Dio si nomina, ma attraverso la Natura. La Natura è visibile, tangibile, ascolta e comunica ma ha le proprie leggi e la propria etica. Questo concetto (meno trascendente di un Dio assoluto) coinvolge il pubblico credente, ma neanche spaventa il pubblico ateo.. ed è quindi una grande trovata comunicativa, un canale aperto per far giungere comunque il messaggio senza suscitare contrapposizione.
Il saluto dei Navi, "io ti vedo", è bellissimo. Ti ricorda che devi sottolineare a te stesso che, se non ci sei in quello che fai, non vedi l'altro... e tantomento te stesso.
L'Ascolto ti cambia, puoi essere Marine dentro, avere riempito la tua vita di servizio ed onore, ma anche di violenza e arroganza, se però ascolterai verrai condotto ad un luogo di silenzio dove può avvenire la comprensione del tuo rapporto con il resto del mondo. E questa esperienza ti cambierà per sempre.

Il corpo come Veicolo
L'Avatar è un corpo, ed un corpo che ha dei sensi particolari ed è integrato con un ambiente particolare (Pandora in questo caso). Il "link" durante il sonno ricorda che il corpo non è la mente, ma un veicolo per "esperire", per sondare il mondo circostante. Concetto interessante e molto buddhista, dove di corpi (e veicoli) non ce n'è solo uno (quello di ciccia) ma vari altri.

La tecnologia senz'anima
Gli esoscheletri dei Marine fanno molto Alien, e molto Warhammer 40K. E' un design già conosciuto, inquietante, rozzamente industriale e terrestre. Eppure il concetto è parallelo all'Avatar, il Marine entra dentro uno di essi e può fare altre cose, ha più potere.
Ma (e quì viene il ma), questa visione della tecnologia non aiuta il Marine a risvegliare la sua consapevolezza e sensibilità. Al contrario, la tecnologia improntata sul potenziare il corpo fisico e basta (senza aggiungere nulla ai sensi), porta l'essere umano alla follia omicida, alla voglia di predominare.
Avete presente quanto è più facile insultare il prossimo quando si è alla guida di un'auto, rispetto che quando si cavalca una bicicletta o si è semplicemente pedoni? Chissà perchè... questa sindrome da esoscheletro.
Messaggio interessante: la tecnologia che potenzia e basta ti porta alla follia.

Misticismo
Ci sono tanti dettagli del film che potrebbero sembrare trovate "originali" e fantascientifiche, ma che personalmente ho ricollegato ad alcune tradizioni della nostra storia di uomini terrestri.
Per esempio, il collegamento tra le trecce dei Navi e gli animali e piante è molto poetico e rafforza il messaggio del Tutto è Uno.  Ma è anche così simile ad alcune tradizioni mistiche, che considerano i capelli la sede dello spirito (motivo per cui Gesù aveva i capelli lunghi per esempio).
O i balli a terra, abbracciati, i movimenti ondulatori che ricordano il documentario Baraka o gli Dhikr dei Sufi, dove l'obiettivo di un'intera comunità è il raggiungimento dell'estasi per un solo individuo.

Mi ero segnato tanti altri punto ma termino.
Gran bel film, grazie ad un mega-lavoro sul contesto e la cultura, un po' come il Cirque du Soleil.
Fai un respiro profondo, e ascolta.