sabato 19 settembre 2009

Tra Zero e Infinito

Il rapporto tra lo zero e l'infinito, troppo distante da noi?
Non penso, ci sono tante cose che lo ricordano quotidianamente.
Per esempio, spesso mi ricordo di come sentivo davanti ad una "prova" (un esame scolastico, per stare sul comune conosciuto).
Emotivamente impaurito, irrigidito, o adesso o mai più, mentalmente "mi gioco tutto.. la Vita....".
Poi.. dopo la prova... tutto passato, e le prove di quel tipo si intensificano, e diventano normali.

Alcuni esempi, sempre sul piano scolastico:
  • L'esame delle scuole medie (mio fratello tra un po' si suicidava per la tensione..) -> diventa come ogni interrogazione delle scuole superiori.
  • L'esame di Maturità (che sforzo immane... il momento ormonale non aiuta) -> diventa come ogni esame all'Università.
  • La Tesi di Laurea (la somma della prima parte della vita) -> diventa [o dovrebbe?] come ogni articolo portato ad una conferenza (se sei un ricercatore universitario).
Tutti esempi di rapporto tra lo Zero e l'Infinito: cioè due entità che per definizione non si toccano, però che non rappresentano costanti, sono solo un momento spazio-temporale.
Un momento, oltretutto, fatto per essere digerito, che traccia una direzione verso un altro stato in cui ciò che per te era Infinito (irraggiungibile, irrealizzabile, difficilissimo) diventa possibile, anzi, diventa la norma.
Bel rapporto quindi, spero di continuare a sentire ancora per molto quell'"attrito" di fondo mentre sfidi l'Infinito, che ti ricorda che non sei fermo.. ma stai effettivamente andando da qualche parte.

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